Boom della chirurgia estetica: ecco i paesi in cui si pratica di più

23 Agosto 2017

L’Italia è il quarto paese al mondo per spesa in chirurgia estetica. A livello globale, sempre più persone ricorrono a ritocchi e re-filler

L’Italia ama la chirurgia plastica. A confermarlo sono i dati della Global Aestethic Survey 2016 , realizzata dalla Isaps, associazione professionale internazionale per la medicina estetica.  Il report convalida il nostro primato: siamo il quarto paese al mondo tra quelli che più spendono in ritocchi e refiller, preceduti da Stati Uniti, Brasile e Giappone. Nella top five, dopo di noi, solo il Messico. Le cifre spese in questi cinque paesi corrispondono a metà della spesa globale per la chirurgia estetica. Nell’ultimo anno la spesa per trattamenti estetici, chirurgici e non, è cresciuta globalmente del 9% circa, con un aumento del 45%  delle labiaplastiche e del 22% per il rimodellamento dei glutei.

I dati però vanno letti con attenzione: in America, ad esempio, la spesa complessiva erogata per interventi di chirurgia plastica è di 4,2 milioni di dollari, ma sono solo 13 persone su 1000 decidono di ricorrervi. La situazione è molto diversa in Corea Del Sud: l’associazione ha chiarito che i dati dell’attuale report non possono essere attendibili per questo paese, perché troppi professionisti hanno deciso di non partecipare all’indagine e non si dispone quindi di un campione sufficientemente rappresentativo.

Utilizzando i dati dell’indagine precedente, relativa all’anno 2015, si evinceva però che in Corea Del Sud 20 persone su 1000 ricorrono alla chirurgia estetica; si tratta della più alta percentuale del pianeta. Seguono Taiwan e Belgio, con la media di 17 persone su 1000, e Libano e Italia con 16 su 1000.

Paesi del Sud America come Colombia e Brasile hanno una media di 12 interventi ogni 1000 abitanti, un numero altissimo se si considera il tasso di povertà di queste nazioni. La domanda crescente di chirurgia plastica ha attirato in questi paesi molti medici non adeguatamente preparati; problemi simili si stanno registrando in Thailandia, India e Turchia, dove c’è inoltre un forte buco normativo. Secondo quanto sostiene il sito Research and Markets, il valore del mercato mondiale della chirurgia estetica è attualmente di 20 miliardi di dollari e crescerà fino a raggiungere i 27 miliardi di dollari entro il 2019.

La Isaps punta il dito sulla formazione e sulla necessità di uniformare a livello globale protocolli legislativi, di sicurezza e di formazione. L’Italia e la Francia rappresentano modelli d’eccellenza in Europa, con alcuni tra i professionisti più quotati nel settore. La situazione è invece precaria dove la classe medica risulta poco qualificata e l’appeal della chirurgia estetica inizia a crescere: qui è necessario intervenire rapidamente per evitare conseguenze drammatiche sui pazienti.

from to Wired

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