Mastoplastica additiva: 8 cose da sapere

11 Settembre 2017

Un seno bello e sodo è da sempre sinonimo di femminilità.

Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Nazionale sulla Chirurgia Estetica, il seno ideale deve essere: sodo (73%), pieno(39%) e alto (25%). Solo il 4% del mondo maschile si ritiene contrario alla chirurgia plastica, nonostante sia ben il 56% di esso a dichiarare la difficoltà di riconoscere un seno che ha subito una mastoplastica additiva. Il mondo femminile dal proprio canto, è sempre più attirato dagli ottimi risultati che questo tipo di intervento può offrire, mostrando tuttavia alcune perplessità.

1. Quali sono le migliori candidate per questo intervento?

Solitamente la mastoplastica additiva viene consigliata a tutte quelle donne che hanno il seno troppo piccolo, cadente (per conformazione anatomica o in seguito a dimagrimenti, gravidanze ecc.) o soggetto ad anomalie estetiche (es. seno tuberoso o asimmetrie mammarie). Per sottoporsi a questo intervento, è necessario aver compiuto i 18 anni di età, sia per questioni legate alle leggi, sia perché il processo di crescita deve essere quasi del tutto ultimato.

2. Esiste la misura perfetta?

In linea di massima no, esiste solamente la perfetta misura per ognuna , cioè quella che permetta un equilibrio più armonico possibile basato sulle peculiarità del corpo della paziente. Non a caso nell’ambiente medico gira il motto “la quarta non è per tutte”, una battuta che sintetizza la necessità di aumentare il seno in proporzione alle dimensioni del corpo e non solamente alle richieste della paziente.

3. Protesi mammarie rotonde o protesi mammarie anatomiche?

Ecco le differenze: Le protesi rotonde sono simili ad una semisfera e quindi hanno il loro punto di massima proiezione al centro. Le protesi anatomiche hanno una forma simile ad una goccia d’acqua appoggiata ad una superficie verticale e il loro punto di massima proiezione si trova nella parte bassa, ad una certa distanza dal centro. Si tratta quindi di protesi concettualmente completamente diverse ma tuttavia la loro coesistenza sul mercato da così tanti anni dimostra che nessuno dei due tipi di protesi abbia offerto dei vantaggi estetici rispetto all’altro. La problematica della scelta tra una protesi rotonda o anatomica va riproposta quindi in modo diverso. Il quesito non deve essere quale sia la protesi migliore in senso assoluto bensì quale sia la protesi più adatta per ciascuna paziente.

4. Quanto dura l’intervento? Quali sono le tecniche più utilizzate?

L’intervento di mastoplastica additiva dura circa 90 minuti e viene generalmente eseguito in anestesia generale che prevede un giorno di ricovero e la tecnologia chirurgia utilizzata è specifica a seconda delle necessità della singola paziente.

Esistono tre tipologie di intervento, che differiscono a seconda della posizione di inserimento delle protesi:

– Mastoplastica additiva sotto-ghiandolare: questa tecnica viene applicata solo in alcuni casi; la paziente idonea a questo tipo di intervento deve possedere un tessuto ghiandolare sufficiente per la copertura.

– Mastoplastica additiva Dual Plane: questo intervento prevede l’inserimento della protesi parzialmente sotto il muscolo nella sua metà superiore e parzialmente sotto la ghiandola nella sua parte inferiore. Questa tecnica è considerata la più valida dal momento che garantisce un risultato molto naturale.

5. In seguito alla mastoplastica additiva, è possibile allattare?

Assolutamente si. Questo tipo di intervento lascia inalterata l’anatomia del seno, non intaccando l’integrità delle connessione tra le ghiandole mammarie e i capezzoli. Anche l’incisione che prevede il taglio sul perimetro dell’areola mammaria è totalmente innocuo nei confronti della ghiandola.

6. Quanto dura la fase post-operatoria? Quanto sono visibili le cicatrici?

La fase post-operatoria è in genere piuttosto breve. Nell’arco di circa 7-10 giorni la paziente è in grado di svolgere nuovamente le sue normali attività quotidiane. I punti di sutura vengono applicati con una particolare tecnica che rende invisibili le cicatrici. Anche la guarigione totale del tessuto cicatriziale è legato ovviamente alle peculiarità della pelle di ogni paziente. In linea di massima è necessario attendere 8-12 mesi perché le cicatrici maturino definitivamente, appiattendosi e divenendo più chiare.

7. Quali sono i sintomi più ricorrenti in fase di guarigione?

Nei primi giorni della fase post operatoria è possibile che la paziente senta, oltre ad un dolore generale, una certa tensione alla mammella; alcune volte può accadere che questa tensione sia legata ad una sola delle mammelle, e potrebbe essere dovuta ad un accumulo di siero che con il tempo si riassorbe autonomamente.

8. E’ vero che dopo circa 10 anni occorre sostituire le protesi?

E’ stato concordato un tempo di durata di circa 10 anni, oltre i quali viene solitamente consigliata la sostituzione. Le protesi non hanno una “scadenza”, la sostituzione è consigliata solo qualora esami tecnici/strumentali presentassero anomalie o rotture della protesi. Gli attuali materiali utilizzati per realizzare le protesi sono piuttosto resistenti e di conseguenza è molto raro il verificarsi di rotture.

 from to guidaestetica.it

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